Luke Blair è il ragazzo prodigio della Werk, l’erede dell’IDM trasfigurata dal wonky. Il suo secondo lavoro prende le mosse dalla tradizione mesh di Prefuse 73, Flying Lotus e Dabrye, approdando in una terra fatta di visioni post-hip-hop e di ibridi electro. Insomma, la svolta che tutto il popolo dell’elettronica attendeva. Ma anche qui (come nel disco dell’amico Actress) ci si fionda sul pompaggio artificiale e gommoso del basso. E quindi la connessione con il brekbit non può mancare.
Gli ingredienti della black street music mescolati perfettamente con la generazione che ha fatto della Warp un simbolo. E che quindi ha nelle orecchie un’estetica musicale oggi un po’ manieristica, fatta principalmente di/con taglia e cuci. Questa la nuova aria che si respira dalle parti di Londra: i loop deeppissimi di Slow Hand Slap (citazione ancora obbligata ai Boards Of Canada), il richiamo al dubstep nei beat superbassi di Chord e l’ambient in trip cosmico-hop (che ricorda guardacaso le astrazioni di DJ Krush) di Ski Fly.
Il downtempo di chi ha le carte giuste per sfondare. Il disco della maturità sia per l’artista che per l’etichetta. Sempre e solo London, sempre e solo stile. Werk rulez.
(7.2/10)
Scheda: Lukid
Pubblicazione: 27 Febbraio 2009
File under: Wonky Electro-Hop
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