Recensione
First Frost Lucksmiths (The)
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indie pop Voti redazione e staff

Lucksmiths (The)

First Frost

Fortuna Pop!

Ci sono gruppi che immancabilmente portano a riflettere su quanto un certo pop degli ’80 continui tuttora ad essere seminale nell’indie pop odierno. Ecco allora che le storie drammatiche e le melodie degli Smiths, la musicalità dei Go-Betweense della Sarah Records tutta affiorano di tanto in tanto, e quando i riferimenti sia pur così espliciti sono ben amalgamati e resi intimamente propri, ecco allora il gruppo che fa la differenza. È giusto il caso degli australiani The Lucksmiths, sulle scene da ormai ben più di 15 anni e cult band tra gli appassionati del genere.

First Frost non fa eccezione alla regola; vi si ritrovano infatti con equilibrio perfetto gli ingredienti adatti all’occasione: il giusto amalgama tra melodie e malinconia suadente, il chitarrismo, la liricità, le storie sull’ordinarietà e la problematicità dell’everyday life e le liriche, accluse al libretto della bella edizione cartonata del CD, impetuose e intense che senza clamore esprimono il malessere “adolescenziale” in senso lato così caro alla band.

Così si procede tra ballad smithsiane (Up With The Sun, South-East Coastal Rendezvous), chitarrismo Aztec Camera e Housemartins (Good Light, Never And Always), languori Go Betweens (Song Of The Undersea), fiati e puro B&S (The National Mitten Registry), l’afflato dei migliori Style Council melodici con moderazione.

In fondo il segreto ben custodito di questa musica è nel suo rimanere sottotraccia, leggera ma significativa per chi coglie l’essenza.

(7.2/10)

Pubblicazione: 25 Gennaio 2009

File under: indie pop

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