Quella di Joel Petersen, bassista dei Faint, e del suo progetto solista Broken Spindles è una storia particolare.
Nato fra un tour e l’altro con la band madre
principalmente come progetto multimediale, combinava all’inizio elementi trash
’80 con una netta propensione al cazzeggio figlio di certa laptop-generation.
Diventato poi collage di bozze maximal electro e minimal ambient con Fulfilled/Complete,
evolutosi in una ricerca di stramba forma canzone per piano sconsolato e
movenze electro con Inside/Absent e tornato indietro verso un isolazionismo
decadente nell’incompleto quadro ambient fin troppo introverso di Document
Number One (per la prima volta “self released”), questo quinto capitolo
vede la “luce” per la prima volta. Luce per la scelta di cantare finalmente senza
vergogna e per partorire 10 canzoni degne di essere chiamate tali.
Tutto ciò che di precario e raffazzonato respirava nelle prove precedenti qui prende vita totalmente, una vita che si compie mediamente sui 3 minuti. Niente di male in questo se non fosse che la scrittura del nostro non luccica di chissà quale memorabile splendore: sembra che lo spirito dance – e vincente – dei Faint sia stato estirpato quasi di netto lasciando delle costipazioni Devo, delle ritmiche Neu!, delle atmosfere ultimi Deerhunter, ma senza il genio e la brillantezza che ivi abitano.
E quindi ci troviamo a sottolineare i momenti più carichi in cui si crea un ponte con la band madre (il singolo schizoide con spruzzate punk-wave Introvert, la ballad per basso-slap e laptop Beat Down Break Up, il passo andante di The Moist Red Mess) o momenti in cui la personalità del nostro si focalizza e tira fuori dal cilindro numeri compiuti (la wave concisa di Figure Face Pretty Boy, il fantasma di Bradford Cox nella scorrevole In The Dark, gli accenni di folktronica in We All Want To Fit In). Il resto passa senza colpo ferire.
Certamente rimarcabile il balzo in avanti, Kiss/Kick mostra però il fianco laddove a lasciare il segno non ci sono veri assi ma solo buone canzoni e la forza di queste non è tale da supportare un album da ricordare. Questo non toglie che siamo davanti al miglior disco di Joel, il che aumenta la speranza per quello che verrà.
(6.7/10)
Scheda: Broken Spindles
Pubblicazione: 02 Marzo 2009
File under: new wave / electro-indie rock
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