La Sera Della Prima
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Genere

drammatico

Durata

2 h 08’

Sceneggiatura

Dustin Lance Black

Cast

Sean Penn, Emile Hirsch, Josh Brolin, Diego Luna, James Franco

Musica

Danny Elfman

Fotografia

Harris Savides

Montaggio

Elliot Graham

Data

25 Gennaio 2009

Uscita Film

Gennaio 2009

trailer

Milk

Gus Van Sant (USA, 2009)

“Sono Harvey Milk e voglio reclutarvi tutti”.

Gus Van Sant alle prese con un biopic? Non proprio, anzi non solo.

Nel portare sullo schermo un progetto accarezzato già da un po’ di anni e mai riuscito a realizzare finora, si avvicina abbastanza a suoi film “regolari” quali Will Hunting(1997) Psycho (1998) e Scoprendo Forrester (2000). La libertà che offre una storia del genere non è invero moltissima, anche se pensando al suo recente Last Days (2005) ispirato a Cobain, i margini di deragliamento ci sarebbero potuti benissimo stare. Invece il regista sceglie apparentemente un impianto narrativo classico per raccontare parte della vita dell’attivista Harvey Milk (1930-1978), il primo americano omosessuale dichiarato a riuscire a ricoprire una carica pubblica, quella di consigliere comunale nell’America omofoba di fine anni ’70, a San Francisco, e tragicamente assassinato da un suo collega.

Prendendo spunto dalle centinaia di taccuini e registrazioni audio che Milk aveva lasciato, in particolare da un lungo nastro rievocativo della sua carriera da rendere pubblico in caso di assassinio, Van Sant usa questo espediente narrativo, partendo dalla decisione del coming out personale e politico del personaggio dopo anni di vita regolare e conformistica. Si comincia quindi da un disvelamento, iniziando a rivelare se stessi.

“Lo stile più rivoluzionario che mi sembrava giusto seguire per raccontare la vita di un gay era proprio quello classico, per lasciare spazio alla storia e a tutto quello che di importante Milk ha fatto, e mettere l’etica prima dell’estetica. Non volevo che fosse considerato un eroe ma un grande uomo, che si preoccupava dei diritti di tutti gli esseri umani. Comunque non penso assolutamente di avere rinunciato al mio personale modo di girare”. Così dalle parole dello stesso autore. Il tocco di Van Sant c’è comunque tutto: i lunghi pianosequenza, la fotografia minimale, la cura dei particolari, alcuni dei quali appena appena insistiti. Come il riflesso del fischietto che è inquadrato durante una manifestazione di protesta, a simboleggiare il movimento tutto, o l’inquadratura in prefinale, durante l’assassinio, con Josh Brolin nei corridoi del Comune, inquadrato di spalle alla maniera di Elephantmentre meccanicamente dà vita al massacro di Milk e del sindaco che lo appoggiava. Viene in mente un altro grande alle prese con film più apparentemente regolari della sua carriera, il Cronenberg di A History Of Violence (2005).

E non c’è solo in scena quasi il protagonista, come in genere nei biopic. Van Sant è Van Sant ed ecco coralmente la sua massa di diseredati, hobo, adolescenti, emarginati di tutti i suoi film, il popolo gay di San Francisco, qui al centro dell’attenzione per combattere e affermare i propri diritti. Contro la Proposition6, una proposta di legge che chiedeva tra le altre cose l’allontanamento degli omosessuali dalle scuole pubbliche della California e che per mesi infiammò il dibattito politico e sociale americano. L’abbattimento di catene che imprigionavano la vita sociale degli omosessuali, e di riflesso anche la loro vita privata, il togliersi le maschere e rivelarsi per quel che si era: ecco uno dei capisaldi del pensiero di Milk (“dì a tutti chi sei”, rivolto a chiunque, non solo alla comunità gay).

E per ultimo non si può non citare il gran lavoro sul e del cast tutto: Sean Penn si cuce letteralmente addosso i panni di Milk, conferendo al personaggio una nota dolente e malinconica da grande istrione; così anche i tre co-protagonisti, Emile Hirsch che interpreta l’attivista Cleve Jones, già visto l’anno scorso in Into The Wild, James Franco il compagno di Milk e il tormentato Brolin, l’assassino Dan White.

copertina pdf #91