Recensione
This Gift Sons & Daughters
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Indie Rock Voti redazione e staff

Sons & Daughters

This Gift

Domino

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Dopo l’apprezzato album d’esordio, The Repulsion Box, ecco arrivare il secondo disco per “i figli e le figlie” di Glasgow. Ma, in questi tre anni è cambiato poco o nulla: le dodici canzoni che compongono This Gift rappresentano sempre quelle marcette indie rock, ora più inclini al punk, ora occhieggianti a certo folk country sbilenco, atte a far muovere il culo, con basso pulsante e chitarre saettanti. E, anche se riescono in questa, sicuramente poco titanica, impresa, il problema è che non è cambiato nulla. Hanno puntato sul manierismo, purtroppo, e se anche il risultato finale non è certo da buttare, stavolta deludono le aspettative. Perché nel 2005 dare conferma, con un debutto positivo, a un EP, Love The Cup, che entusiasmò non poco facendo circondare i Sons And Daughters da un hype smisurato, non era cosa da sottovalutare. Ma oggi, dopo le miriadi di band – su tutte Franz Ferdinand, Yeah Yeah Yeahs, Maxïmo Park, Art Brut, etc. – che hanno cavalcato quella stessa onda lunga prosciugandone la fonte, ci aspettavamo, onestamente, qualcosa di più.

Di ciò un po’ ce ne dispiace, perché forse nessuno come loro è riuscito e riesce ad evocare in maniera così lampante ed originale gli indimenticabili Violent Femmes. La canzone apripista, Gilt Complex , sembra quasi un omaggio a quella Add It Up uscita dalla miglior penna di Gordon Gano : la strofa iniziale ricalca la stessa rabbiosa e ossessiva filastrocca in crescendo, calandola magistralmente in un contesto molto più elettrico e con voce femminile.

Molti altri episodi di This Gift potrebbero essere estrapolati alla stregua di questo per evidenziare le buone capacità dei Nostri, ma ciò non cambierebbe il nostro giudizio. Il fatto è che si sono ripetuti riparandosi nell’ovatta della sicurezza. Se avessero osato un poco di più, molto probabilmente sarebbero veramente riusciti a mantenere la promessa del titolo, confezionandoci questo regalo . Rimandati a un futuro, si spera, più ardito.

 

(5.8/10)

Pubblicazione: 03 Febbraio 2008

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Andrea Provinciali
Andrea Provinciali (Album 2008)

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