Recensione
Two Fingers Two Fingers
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Ragga Mesh-hop Voti redazione e staff

Two Fingers

Two Fingers

Big Dada Recordings

Amon Tobin ritorna con un nuovo progetto. E questa volta è hip-hop mutante. La collaborazione con Sway e Ms. Jade lo porta nei territori del mesh più stretto à la Bug. Una cosa veloce che ricorda i pastiches ritmici di Missill e che lo stacca dal brekbit troppo cerebrale che aveva influenzato le sue ultime performances. L'anima si rinnova con una blackness che frutta movimento e voglia di far muovere i culi. Ma non c'è solo la componente dancey. Qui si ripescano le esperienze dell'imminenza e della velocità del dubstep. Proprio lui -che sulla velocità ha costruito un'estetica e che probabilmente dello step è stato precursore (inconscio?)- torna a rimettersi in gioco assieme a due vocalist in trip ghettoblastico.

Prendete quel singolo che dà il nome al progetto. Two Fingers è il riscatto grimey con un basso da paura che ha in sè il potenziale squassante dei migliori riff del Wu Tang Clan (omaggio esplicito al collettivo nel ritornello da lacrime per noi ex b-boyz). E poi la ritmica sudamericana rimodernata con filtri acidi che guardano al rave di Mr. Oizo (Keman Rhythm), il banghra di Jewels & Gems, l'omaggio a M.I.A. in Bad Girl,  il ragga di Whatuknowaboutit e in generale un ripensamento sui binari della south london più break-horror. Le esperienze delle crew del 2008 ripensate da uno dei guru della tecnica del cut'n'paste.

Con questo disco il breakbit e l'anystep collidono. L'esplosione è poderosa e segna la strada sulla mappa electrobased che ogni giorno muta. Una delle possibili direzioni, guardando ai 90 verso il 2010. Amon Tobin it's the man.


(7.4/10)

Scheda: Two Fingers

Pubblicazione: 25 Febbraio 2009

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2009)

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