Recensione
Renegade Rocker Dubmatix
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dub Voti redazione e staff

Dubmatix

Renegade Rocker

Echo Beach

Allo stesso tempo parata di stelle e stelline della battuta in levare e mammut nella durata (più di settanta minuti l’edizione europea con due bonus track) la quinta fatica dei canadesi Dubmatix. Se l’idea di una band reggae proveniente da Toronto vi suona strana, tenete presente che: a) siamo nel terzo millennio e il mondo è ormai un fazzoletto, b) i nomi Africa Unite e Pinerolo non vi hanno probabilmente insegnato nulla. Insomma, ci siamo capiti: allo stesso modo è chiaro che benché nulla sarà l’impronta che lascerà sull’evoluzione della musica giamaicana (di per sé ampiamente codificata al pari di tutte le altre…), Dubmatix è compagine d’indiscussa abilità. L’esecuzione strumentale mostra degli appassionati esperti, la scrittura sostiene senza cedimenti una ritmica duttile ma possente, spesso disposta a slarghi dub anche nei brani cantati); l’impasto fiatistico è ricco e policromo, le coloriture d’organo puntuali.  

Quando poi hai la fortuna di sistemare di fronte al microfono gente come Linval Thompson e Michael Rose, Sugar Minott e Wayne Smith, significa soltanto che la tua fama è consolidata e la cultura originale cui ti ispiri riconosce le tue capacità, dunque puoi offrirne un catalogo riassuntivo. Accade in modo assai convincente nei fluenti dub che compongono metà della scaletta e nell’innodica Peace & Love; nella torpida ipnosi Dub In Me Hand e nel sensuale ancheggiare di Easy Down; in una Blessing Of Compassion che Alton Ellis aromatizza di soul e nello scioglilingua rastafariano Tornado. A dispetto del chilometrico minutaggio, a Renegade Rocker si arriva in fondo (quasi) senza accorgersene e ci si torna per centellinare i momenti più godibili. Non da tutti, ne converrete

(6.6/10)

Scheda: Dubmatix

Pubblicazione: 01 Marzo 2009

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2009)

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