Ribalta i canoni cari alla scrittura classica del primo ‘900 l’ensemble berlinese Zeitkratzer, e si concede alla direzione di Reinhold Friedl nel tentativo inesausto di rompere gli schemi.
In Volksmusik è una evidente matrice folk che attraversa i confini di Austria, Bulgaria e Romania a dettare i tempi di una musica complessa ma per nulla cerebrale. Nessun atteggiamento nu-folk e neppure leziosi orpelli strumentali, ma vera e propria avanguardia in chiave popolare che sembra non rinunciare nemmeno alla presa diretta. L’impatto è notevole, anche se ad alcuni potrebbe sembrare trasgressivo per le dissonanze da live, tra ritmi incalzanti, rallentati o trattenuti a mezz’aria. Con le vibranti danze di Batuta, le ancestrali rivisitazioni di Picior, la lettura jazz di Mountain e le percussioni tzigane di Bouchimich. Si abbattono le frontiere di un genere ormai ben radicato negli archivi sonori di Volksmusik, a conferma anche questa volta che l’originalità premia.
(8.0/10)
Scheda: Zeitkratzer
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