Recensione
Misterrious Andrey Kiritchenko
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minimalismi ambient Voti redazione e staff

Andrey Kiritchenko

Misterrious

Spekk

Per la seconda prova con la Spekk dopo True Delusion, A. Kiritchenko dimentica per un attimo le astrazioni in micro-suoni di Kinga Skazok o l’elettronica “pop” di There Was No End per condurre la sua creatività verso visionari territori  di confine.

Artista di punta della scena ucraina e fondatore dell’etichetta Nexsound, con Misterrious  l’autore porta avanti le  sovrapposizioni di Stuffed With senza dimenticare l’eredità della passata collaborazione con Courtis-Moglass.

Un capitolo fondamentale per Kiritchenko, che non si lascia condizionare dal registrio elettronico per dedicarsi a partiture decisamente più acustiche. Si mettono in circolo gerarchie soliste di un pianoforte (Let oneself in) dal sapore minimalista (Sparkling early mornings) che si lascia divorare dalle ridondanze in percussioni per poi imporsi come forma portante (Wounded by love).

Mentre all’elettronica spetta il puntualismo di Your thoughts in scary forest, trai voluti eclettismi di batteria o i siderali contributi ambient (Evening lights wrap me softly). Decisamente riuscite le formule acustiche in loop di Persistent visions o i timori in pellicole che trasudano attesa (Untitled inquietudes).

Una dinamica che dirige le frequenze, il cui trait d’union è la scelta di quella voce narrante sotto forma di pianoforte che muta l’approccio pur mantenendo quella coerenza sintetica di linguaggio concreto.

Il tutto eseguito secondo il naturale ordine delle cose proprio dell’improvvisazione, tra attitudini e feeling di delicata morbidezza.

(6.7/10)

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

File under: minimalismi ambient

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