Dopo l’acclamato Mark Ronson, Lily Allen si affida, per la produzione del secondo album, a Greg Kurstin, già presente in alcuni pezzi dell’esordio Alright, Still del 2007. Siamo dalle parti di un dance pop Ottanta virato e rivisto Air, con il consueto appeal da bad girl londinese dei quartieri alti e con tanto di esplicit lyrics al seguito.
Synth pop a volontà (Everyone’s at It), melodie accattivanti e iperpop, accenni countryeggianti(Not Fair) e jazzati di maniera alla girl group sixties (He Wasn’t There). Ma Lily non è Amy Whinehouse o Adele e la sua voce piuttosto “normale” è sì funzionale alla produzione di stampo teen white, ma non fa brillare più di tanto il disco.
Qui sembra mancare una personalità decisa, un guizzo che renda il tutto personale. Siamo di fronte alla versione brit di certo teen pop USA.
(5.8/10)
Scheda: Lily Allen
Pubblicazione: 24 Febbraio 2009
File under: synth pop dance
Abbonati al feed di Teresa Greco
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









