La triade Dan Bejar, Spencer Krug e Carey Mercer, coinvolta in gruppi quali Destroyer, Wolf Parade, New Pornographers, per citarne alcuni, ritorna con il secondo album dopo l’apprezzato esordio Beast Moans del 2006.
Laddove lì il lavoro di ognuno si differenziava, mostrando le diverse personalità del supergruppo, in quello che si poteva definire folk pop obliquo, passando per la somma delle parti con in più dosi di Bowie/TV On The Radio, R.E.M., Robyn Hitchcock, qui emergono sì le diverse peculiarità, ma si riesce ad amalgamare il tutto in maniera coesa ed unitaria. Come se in fondo ormai si trattasse di un’unica personalità musicale, segno della maturazione avvenuta tra i tre.
Le diverse anime vengono allora fuori con facilità, si tratti del cantato in tensione Bowie ’80 misto a stratificazioni TV On The Radio nella ballad sghemba Spanish Gold, 2044, dell’indie rock modello Arcade Fire/Destroyer (Seattle On Your Skin, Battle Of A Swan Lake) o qualsiasi dei gruppi da cui provengono e delle misture che sembrano uscite dagli ultimi Animal Collective (Peace). In sostanza i tre confermano la vena prolifica e ben definita che possiedono anche altrove.
(7.1/10)
Scheda: Swan Lake
Pubblicazione: 24 Febbraio 2009
File under: indie rock
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