Recensione spot
Cover image
Genere

avant pop orchestrale

Data di uscita

Marzo 2009

Pubblicazione

24 Febbraio 2009

Anni Rossi

Rockwell

4AD

Polistrumentista di formazione classica, la ventitreenne americana Anni Rossi potrebbe benissimo essere l’anello di congiunzione tra Joanna Newsom e Carla Bozulich. Un’attitudine alla canzone e nello stesso tempo alla musica contemporanea, per un avant pop che mischia elementi sinfonico-orchestrali con dissonanze e destrutturazioni.

La viola è infatti il suo strumento di elezione, e questo le permette l’improvvisazione e la stratificazione tra gli elementi, per composizioni o meglio mini suite sempre sul punto di deflagrare, in un continuo saliscendi emotivo ed armonico. Una scrittura cinematica e molto free la sua, che le consente le massime variazioni, anche della voce, usata come un vero  e proprio strumento aggiunto, modulando le armonie insieme alle progressioni armoniche strumentali.

Rockwell è compiutamente il biglietto da visita di Anni: alcuni dei suoi precedenti pezzi in repertorio sono stati, sotto la guida di Steve Albini, rivisitati e arricchiti strumentalmente, e rispetto all’anarchia e all’impeto delle prime prove, la sua energia incontenibile viene incanalata al servizio delle composizioni. Afflati sinfonico orchestrali (Deer Hunting Camp 17) che si uniscono alle variazioni e alle dissonanze (Wheelpusher), strutture canzoni contaminate (Machine), massiccio uso della viola, ma anche di organo (Ecology), clarinetto (Venice), violoncello, fiati e soprattutto percussioni. La controparte femminile dei Beirut o di Final Fantasy, una My Brightest Diamond meno “normalizzata”, una Carla Bozulich per il lato selvaggio e destrutturato, il John Cale che dal vivo percuote la sua viola, le coloriture Joni Mitchell della voce, questi gli immediati paragoni che ci vengono in mente. Una bella sorpresa davvero.

(7.3/10)

Scheda: Anni Rossi

| Archivio
Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2009)