Recensione
Canopy Glow Anathallo
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Avant-pop Voti redazione e staff

Anathallo

Canopy Glow

Anticon

In greco vuol dire “rinnovamento”, ma non si ha modo di sapere se la scelta derivi da un’idea spirituale, politica o strettamente musicale. Sta di fatto che il combo statunitense qualche novità interessante la apporta, pur senza sconvolgere gli schemi di quello che ci piace chiamare avant-pop e che, in generale, si può inquadrare in questo primo decennio del nuovo secolo. Un genere del quale la Anticon si è fatta spesso portavoce, provando ad andare al di là delle radici hip hop che ne hanno contraddistinto in maniera massiccia e inconfondibile, le origini.

Canopy Glow è il primo album della band originaria del Mitchigan (ma da un paio d’anni impiantata a Chicago) ad uscire per l’etichetta newyorchese. Segno evidente di una volontà di cambiamento suggellata da un percorso quasi decennale, trascorso facendosi strada attraverso piccole produzioni e un album, Floating Words (2006) che non è riuscito ad avere una distribuzione adeguata.

La formazione numerosa (i membri della band sono ben sette) rende l’idea delle intenzioni musicali di Anathallo che, partendo da un pop rock sinfonico alla Yes, in questa occasione prova ad affilare le armi della melodia e dei ritornelli, per sfidare le forme del pop senza abbandonare l’attitudine progressiva che li contraddistingue dagli esordi. Il risultato si pone a metà strada tra le melodie ricercate ma semplici di Why?e le sofisticate elaborazioni sinfonico-vocali di Dirty Projectors. Un’ambivalenza che si divide tra i brani: alcuni completamente votati alla legge del singolo (ma con una raffinatezza compositiva e un’invenzione melodica poco comuni in certi ambiti) come Noni’s Field, The River o John J. Audubon(che sembra scritta proprio da Why?); altri più sperimentali, sincopati, con largo impiego dei fiati (Cafetorium) o strutturati su pattern minimali e ripetitivi (Bells), che richiamano da molto vicino un certo Thèodore (a proposito, ma dove è finito?).Un altro album che toglie ogni dubbio sul rinato estro propositivo della Anticon, che sembra aver trovato, dopo qualche tentativo un po’ spurio, la sua ragion d’essere anche nel campo del pop d’autore.

(7.2/10)

Scheda: Anathallo

Pubblicazione: 01 Gennaio 2009

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Daniele Follero
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