Recensione
Labyrinthitis Jacob Kirkegaard
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elettroacustica Voti redazione e staff

Jacob Kirkegaard

Labyrinthitis

Touch Music UK

Sicuramente la materia non è nuova; qualcosa lo si era già detto nelle premesse settecentesche di Giuseppe Tartini con il suo omonimo "sistema tartini", successivamente rese pubbliche nel "trattato di musica" di Romieu (1751), passando attraverso le nuove questioni sulla percezione e l'ascolto attivo; cardini compositi del John Cage di 4'33" a cui sicuramente devono molto le sinusoidali in relay di CM Von Hausswolf (performance/evento Touch 2006).

Parliamo delle "emissioni di otoacoustic", veri e propri "prodotti" sonici che si generano all'interno della coclea; quando l'orecchio viene stimolato da due toni puri a una determinata frequenza al punto che, a causa di fenomeni di distorsione si genererà un terzo tono; l'orecchio a questo punto da semplice traduttore diventerà un vero e proprio meccanismo attivo.

Partendo da questi presupposti e servendosi di specifiche strumentazioni mediche Jacob Kirkegaard cattura e studia il fenomeno per poi combinarlo e riprodurlo artificialmente  tra distorsioni in frequenza e primarie micro tonali.L'approccio sonoro è affascinante merito di quella modularità spaziale itinerante, dettata dalla frequenza e dalla tonalità, il tutto elegantemente avviato in lineari stesure a tre fasi tra singolarità, dualità ed opposti.

Trentotto minuti di perspicace ed incantevole educazione all'ascolto tra scienza e pratica sonora; più difficile da dirsi che da ascoltarsi!

(7.5/10)

Pubblicazione: 01 Marzo 2009

File under: elettroacustica

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