Recensione
Opale Level
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elettronica minimale Voti redazione e staff

Level

Opale

Spekk

C'è chi nel comporre non ci mette solo la testa ma, anche il cuore, lo dicono apertamente gli equilibri, gli assaporati momenti e le consapevolezze delle otto tracce di Opale neo uscita per G.B.Nichols e la giapponese label Spekk.

Le prefazioni l'artista le aveva anticipate tra le decostruzioni digitali di Cycla (dicembre 2006, Spekk) trattate con assoluto minimalismo, adeguata attenzione alla lentezza, alla percezione dello spazio e delle distanze, il tutto sottoposto a quella personale maniera che ne cattura la materia e ne ibrida l'essenza.

Le intenzioni rimangono tali ma, non si lasciano condizionare dalle manipolate e fratturate scritture care al disco precedente, per concentrarsi sulle fonti sonore, trai marmorei loop di pianoforte di Keith Berry e Linden Hale, le ambientazioni in drones e le tracciate origini in campioni.Indulgono alla meditazione ed inseguono le nostalgie i quarantasette minuti di Opale attingendo alla riuscita d'insieme a tratti dimenticandosi della singolarità in traccia senza temere confronto con le eleganti gesta di William Basinski, l'arte minimale e digitale di Taylor Deupree o la profondità zen di Kenneth Kirschner.

Se si è amanti delle scene sottili, legati al riduzionismo o ai suoni fissati e considerando inoltre la preziosa cura non solo nei contenuti ma, anche nel contenitore; non c'è niente da fare ne rimarrete catturati!

(7.3/10)

Scheda: Level

Pubblicazione: 01 Marzo 2009

File under: elettronica minimale

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