Recensione
Zaraza Amsterdam Klezmer Band
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World Music Voti redazione e staff

Amsterdam Klezmer Band

Zaraza

Essay Recordings

In lingua slava Zaraza vuol dire “contagioso”. Un titolo, un programma per una band  la cui musica ha davvero l’effetto del contagio. Da noi non sono conosciutissimi, pur essendo passati anche per l’Italia, in occasione dei loro tour mondiali. Ma nella loro Amsterdam sono già un mito, cresciuto negli anni grazie a performance coinvolgenti e ad un repertorio che va ben al di là della tradizione del klezmer.

Si tratta di una formazione nata nel 1996 da alcuni musicisti di origine ebraica, legati alla loro cultura, ma anche aperti alle musiche balcaniche e mediterranee. Un mix che, con il passare del tempo ha scavalcato la tradizione, dando vita ad un repertorio sempre più personale ed eterogeneo. Il collettivo, fondato da Job Chajes, si è imposto sulle scene grazie ad un attitudine del tutto particolare: radici nella musica ebraica sì, sempre ben in evidenza, ma anche migrazioni verso altri territori, dai Balcani alle terre slave, dalle molteplici trasformazioni migranti dei gitani, alla Turchia.

I riferimenti si sprecano, ma è soprattutto la fusione degli elementi ad apparire interessante. E divertente. Come le loro performance, adatte alla strada, ma anche alla sala da concerto più importante d’Olanda, il Concertgebow. Certo, la loro fortuna sta anche nella scelta di repertori molto in voga in questo periodo, come quelli balcanici, ma ciò non toglie valore a questi figli delle musiche del mondo. 

(6.8/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2009

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2009)

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