Recensione
Silence Is Wild Frida Hyvönen
Cover image
cantautorato pop Voti redazione e staff

Frida Hyvönen

Silence Is Wild

Secretly Canadian

Bookmark and Share Gallery

Col secondo album vero e proprio, Frida Hyvönen continua a sfoggiare il conflitto irrisolto tra estro febbrile - un vitalismo brusco e imprevedibile, quasi una sublimazione punk - e attitudine pop. Ciò non le impedisce d'ispessire la fibra folk-soul sotto le stelle di Broadway, dove le memorie di Platters e Abba sono inevitabili scorie del cuore (vedi le omeopatie Unchain Melody in Dirty Dancing ed il ritornello stranamente festoso di London), riferimenti più autobiografici che musicali, quasi il ribollire di un imprinting con cui è difficile ma inevitabile fare i conti. Se preferite, il modo in cui la vita pretende e ottiene di plasmarne il songwriting.
I tre anni trascorsi dal debutto hanno portato in dote un equilibrio che smorza gli spasmi, mitigando quel selvatico guardarsi dentro a vantaggio di stregonerie più meditate, scenograficamente potenti e balzani assieme (le palpitanti cineserie di Oh Shanghai, una Highway 2 U che spalma i retaggi Laura Nyro su velluti jazzy-soul) capaci di indugiare sui massimi sistemi (una Science che impasta brume spacey, quella Birds che intreccia madrigale e tropicalismo nordico Lekman) e attoniti brandelli di vita (la ballatina spinetta-voce di December, il camerismo affranto di My Cousin). Concedendosi altresì qualche scatto di indomita fierezza, tipo lo strisciante e acidulo turgore - quasi David Crosby - di Pony oppure l'up tempo guizzante - quasi il primo Elton John con fregole Springsteen - di Scandinavian Blonde.
Indubbiamente Frida è oggi autrice e interprete più solida che mai, soprattutto per quel che riguarda gli arrangiamenti, concepiti assieme al producer Jari Haapalainen (orchestrazioni mai invasive, organi che gracidano con arguta discrezione, cori funzionali e suggestivi, preziosismi sparsi di glockenspiel...). Se riuscisse a mantenere la scrittura sui livelli della splendida Enemy Within - pur sempre in orbita Nyro ma con palpabili influssi Kate Bush - potrebbe ambire tranquillamente al capolavoro.

(7.0/10)

Scheda: Frida Hyvönen

Pubblicazione: 02 Novembre 2008

File under: cantautorato pop

| Archivio
Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2008)

Rss
copertina pdf #91