In questo cd della Munster Records troviamo i tre singoli pubblicati dai Detroit Cobras prima di debuttare sulla lunga distanza (nel ’98, con Mink, Rat or Rabbit) assieme a 9 tracce dello stesso periodo, in una compilation che riprende ed espande Lost And Found, uscita nel 2006 su etichetta Sympathy For The Record Industry.
Deve essere una gran bella soddisfazione per dei raffinati archivisti come i Cobras sapere d’avere i propri testi esoterici e vedersi trattati con la cura che di solito le etichette specializzate riservano ai nomi più oscuri e mitologici del garage. Rachel Nagy e suoi sanno che non potranno mai acquisire il fascino e l’originalità dei loro maestri, sono consapevoli d’esser costretti semplicemente a raccontare una storia vecchia, ma lo fanno con grande leggerezza e stile. Il fatto che questi brani siano dei tentativi da esordienti rende il gioco ancora più godibile. Le tracce scorrono via che è un piacere, con alcuni momenti memorabili come Village of Love (una hit del ’62 di Nathaniel Mayer) o la prima versione di quello che sarebbe diventato il più grande successo dei Detroit Cobras, Cha Cha Twist. Nella inedita take qui proposta, questa canzone già di Connie Francis è resa gloriosamente ridicola da dei coretti pronti per la Hall of Fame delle voci assurde, dove prenderebbero posto, con grande onore, accanto alle Velvelettes di He Was Really Saying Something o all’Elvis di I Slipped, I Stumbled, I Fell (fatevi un favore, rintracciatele entrambe).
Un paio di brani impongono però una riflessione sui limiti di un progetto simile.
C’è Brainwash dei Kinks (una aggressiva anomalia presente in Arthur) riletta senza fiati, che tradisce la distanza con la furia e la follia del modello originale, ricordandoci in maniera brusca che i Cobras, seppur con classe, restano comunque una cover band. E soprattutto Maria Christina, forse il migliore dei quindici brani, cantata in spagnolo, inevitabilmente fa pensare a certe cose dei Pixies, tipo Isla de Encanta, e ci indica come sia anche possibile partire dalla devozione per certo materiale (surf, garage, girl-groups) per provare poi a prendere il volo per destinazioni inaspettate, inventandosi il futuro del rock’n’roll. Ma una cosa del genere i Detroit Cobras non si azzarderanno mai nemmeno a immaginarla.
(7.0/10)
Scheda: Detroit Cobras
Pubblicazione: 01 Gennaio 2008
File under: Revival
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