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Funny Funky Rib Crib Byard Lancaster
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funk jazz Voti redazione e staff

Byard Lancaster

Funny Funky Rib Crib

Kindred Spirits

Se conoscevo Byard Lancaster? Certo che no! Ed è meraviglioso incontrarlo adesso, inciampare in questo frutto selvatico, turgido e oppiaceo dei primi settanta, un adrenalinico mistero, sarabanda di guizzi ruvidi e spasmi a crudo. Cresciuto a Philadelphia tra lezioni di piano e music club, divenne sassofonista e flautista scosso dal lirismo impetuoso dei Coltrane e dei Sanders, smerigliando l'arte al servizio di Sun Ra e McCoy Tyner lungo i febbrili sixties. Pur investito dal fortunale free e dalla fregola funky-psych, non scordò di mettere in valigia il blues e l'errebì prima di trasferirsi a Parigi, dove s'immischiò in un ambiente - come dire? - congeniale.

Fu proprio sulle rive della Senna che sbocciò il qui presente lavoro, opportunamente ristampato da Kindred Spirits: sei tracce sature di vitalismo brusco e caliginoso, afro-funk che rigira il calzino della fusion (Rib Crib 1 e 2, Just Test), blues errabondo e ancestrale (Work And Pray) e persino soul sciamanico strigliato flamenco (Loving Kindness). Il Nostro si presta al flauto, al soprano, all'alto, persino al canto. Lo spalleggiano tra gli altri il tastierista François Tusques (puntualmente acido in Rib Crib 1) e soprattutto un chitarrista incredibile come François Nyombo, i cui trilli unghiosi e sfavillanti - intrecciati ai giri del bassista Zizi Japhet - avvicinano l'ipnotica Dogtown ad una sorta di apocrifo Can. Un diamante grezzo appena strappato alla terra. Un viagra per la già fervente voglia di funk-jazz.

(7.5/10)

Scheda: Byard Lancaster

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

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Stefano Solventi

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