Recensione
Self Titled Gadamer
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avant jazz Voti redazione e staff

Gadamer

Self Titled

AltriSuoni Records

Il violoncellista (con fregole elettriche) Zeno Gabaglio e il pianista (con tentazioni sintetiche) Andrea Manzoni avviano questo progetto di avant-fusion omaggiando nella ragione sociale uno dei padri dell'ermeneutica, il filosofo tedesco Hans-Georg Gadamer, morto nel 2002 ultracentenario non prima perņ di averci regalato concetti straordinariamente post-moderni come il circolo ermeneutico e la fusione degli orizzonti. Bene, ringraziamo wikipedia e proseguiamo tessendo lodi non sperticate ma abbastanza lusinghiere su un disco che riesce nell'impresa di fondere le allucinazioni cosmiche-ambientali del kraut (Gate) e le palpitazioni avant-jazz di Esbjorn Svensson Trio (Impro 14, Chiara), la fusion davisiana e la techno in odor di IDM (Methode), suonando torva e suggestiva, misteriosa e immediata come la soundtrack di un lungometraggio suburbano, in attesa che il miracolo della natura ci assolva dagli squallidi residui (materiali e spirituali) della ipertecnologia.
Tra scenografie assorte e claustrofobiche (Impro 01) e carezzevoli ossessioni sbocciate tra loop e fremiti di violoncello (Orizzonte), tra deep bass ipnotizzati da un impertinente minimoog e barbagli romantici nella caligine androide, ti capita di ipotizzare una situazione in cui Popol Vuh, Brian Eno, Fennesz e Zawinul rilasciano spore semantiche da interpretare impastandone il senso attuale, quelli passati e - casomai - quelli futuri.
Talora le escursioni danzerecce suonano un pizzico inopportune - come quando in Martinsson scompaginano un assolo cameristico di violoncello, un po' come servire un limoncello dopo un sassicaia – senza perņ rovinare la buona impressione complessiva.

(6.8/10)

Scheda: Gadamer

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

File under: avant jazz

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2009)

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