Recensione spot
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Genere

folk rock

Data di uscita

Febbraio 2009

Pubblicazione

01 Febbraio 2009

Andrew Bird

Noble Beast

Fat Possum

La continuità dell'incanto, più che la sua intensità, ci convince del fatto che Noble Beast è - e probabilmente sarà - il capolavoro di Andrew Bird. Col quinto album da solista non fa che raccogliere quanto seminato nel suo frugale orticello, e siccome il nostro musicista chicagoano da sempre professa il culto della biodiversità sonora, ne viene fuori un raccolto variegato, ricco, persino robusto nella generale morbidezza del tono. Rispetto alle prove del passato sembra semmai più accorta la gestione del canto, tenuto al guinzaglio delle necessità espressive che pezzo dopo pezzo indagano con frugale gravità il mistero, la meraviglia e la miseria del fattore umano. La scrittura invece è di quelle... nobili, sposandosi alla misurata brillantezza di arrangiamenti che, innervati su mai eccessive evoluzioni di violino, conferiscono abiti trepidi e setosi, un carosello discreto e ipnotico di fiabesche tensioni (Anonanimal e Nomenclature, con le apprensioni acustiche Kozelek contagiate di languori Rufus Wainwright), di bucolico abbandono (la fatamorgana Al Stewart/Brian Wilson di Oh No), di esotismi fragranti (l'incalzante Fitz And The Dizzyspells) e randagi (la bossa onirica di Masterswarm, lo sdilinquimento post moderno di Not A Robot, But A Ghost).
Altrove predomina il battito traditional, appena carezzato da una verve freak, come in quella Tenuousness come potrebbe il nipotino garbato e arguto di Paul Simon, come in una Effigy scaldata dal tepore Gram Parsons (con la brava Kelly Hogan a fare la Emmylou Harris della situazione), o come quella Natural Disaster che incede docile e grave come il Beck di Sea Change. Volendo individuare l'apice della scaletta, punteremmo l'indice verso Souverian, sorta di mini suite che parte come milonga da front porch e poi trascolora in un camerismo pervaso di languori coloniali, magnifico il ritornello, ineffabili le ambientazioni all'insegna di scenografie incantevoli e spossate.
Inevitabile tirare in ballo il luogo comune della maturità, che Andrew Bird sta vivendo con la pienezza tipica di chi ha molto da dire. 


(7.5/10)

Scheda: Andrew Bird

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Stefano Solventi (Album 2009)