Recensione
Lullaby For The Liquid Pig Lisa Germano
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songwriting Voti redazione e staff

Lisa Germano

Lullaby For The Liquid Pig

Young God

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Fa piacere notare che ora sono in parecchi ad usare l’espressione “truly classic” per questo disco. Come da prassi, ora che Lisa incide sulla blasonata e figa Young God le lodi si contano in numero doppio rispetto agli anni bui del passato, e sembrano tutti essere stati estimatori della Germano, ancor prima che Piero Scaruffi mettesse 8.0 a tutto il suo catalogo su 4AD. Poi l’oblio. Ci vorrebbero gli ammortizzatori sociali anche per i musicisti che cadono in disgrazia e non hanno come tirare a campare. Recentemente s’è visto Stephen King promuovere un suo romanzetto di terz’ordine il cui ricavato era destinato proprio ad una fondazione che si occupa di far sbarcare il lunario agli artisti che si trovano in stato di indigenza.

Beh… con il senno di poi, una situazione del genere è toccata anche alla qui presente Lady Germano, che è poi riuscita a mantenersi alternandosi tra un tranquillo lavoro in un bookstore e l’attività di session woman per altri musicisti. Diciamo pure che si è trovata in piena depressione e che come per onorare una tradizione vecchia quanto il mondo, ha affogato tutti i suoi dispiaceri nell’alcol. Questo il quadro in cui nascono le ninnananne per Liquid Pig. E’  quindi del tutto ovvio che uno come Mike Gira sia andato dietro a questo lavoro per anni e che questa ristampa sia soprattutto un suo sfizio personale, anche se va segnalato come l’edizione originale del disco sia ormai di difficile reperimento, per via del fatto che l’etichetta che lo licenziò, la Inneffable, pubblicò solo questo e scomparì poi nel nulla.

Sul contenuto musicale non c’è molto che si possa aggiungere. Questo è un lavoro che come una bottiglia di vino, migliora invecchiando. Tanto vale dire allora del disco di bonus e sfizi vari che Mike Gira allega al disco originale per rendere quest’edizione appetibile anche ai fortunati avventori della prima ora. I bonus sono soprattutto frammenti live e qualche spartano demo come l’iniziale It’s a Rainbow che si era poi vista sul disco degli OP8. Appena un abbozzo My Imaginary Friend, mentre Candy e Liquid Pig dimostrano ampiamente quanto con lei il processo di arrangiamento sia fondamentale anche per un disco più minimale del solito. Spunta fuori anche Making Promises che era subito apparsa tra i primi demo circolati all’epoca della prima pubblicazione, prima ancora di trasformarsi definitivamente in It’s Party Time. Il resto del disco è invece incentrato su frammenti live sparsi tra Lisbona e Chicago. Fondamentalmente questa ristampa ha come unico pregio quello di rendere disponibile di nuovo un lavoro scomparso troppo rapidamente, ma il secondo disco di bonus era ampiamente evitabile. Poco male comunque. 

(7.5/10)

Scheda: Lisa Germano

Pubblicazione: 27 Ottobre 2007

File under: songwriting

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