Questo terzo disco di Islaja completa in qualche modo una sorta di strana trilogia uterina del 2007, iniziata con Mira Calix e continuata con il solo party di Tujiko Noriko. Musiche umorali, diafane, sfuggenti. Musiche che non sanno se farsi allegre o dimesse, introverse o sfacciate, luminose o oscure. Con il tempo e il ritmo per perdersi in pensose malinconie e irrimediabili tormenti e per sorrisi che si allargano senza fermarsi più. Se i precedenti lavori di Islaja, Meritie e Palaa Aurinkoon, ci avevano ammaliato, questo Ulual Yyy ci fa innamorare perdutamente. Dalla Finlandia al resto del mondo. Dal molto piccolo all’immenso.
La musica di della prima donna di casa Fonal ha le qualità primigenie di una lezione impartita con parole semplici. Non un briciolo di supponenza e presunzione, ma solo un torrenziale rovesciare se stessi con tutta l’umiltà di chi sta facendo solo qualcosa che ama, facendola al meglio. La scenografia è bucolica e stravagante come si conviene alla signorina di punta del free folk finnico. Le parti di organo hammond sono strutturali pendii su cui camminare da sola avvicinandosi solo idealmente alle rovine di Nico. Questa è una musica molto più dolce e terrena, anche quando ci si strugge fino a maledirsi (Sydanten Ahmija, Pete P). Suona deliziosamente enigmatica quando si lancia ad occhi chiusi in misteriosi sentieri di narcotica psichedelia jazz. Viaggia lontana anni luce da qualsiasi maniera, come negli onirismi più deliranti (Muusimaa, Muukralais-silma) con la voce a cantare quasi in stato di trance.
Come un bambino che disegna una casa e fa semplicemente un triangolo su un quadrato. Islaja ottiene il massimo dei risultati quasi involontariamente, con mezzi semplici. Il disco finisce nella nenia fantasy di Suru Li, con il cinguettio degli uccelli a protrarsi solitario. Per lei in questo disco c’è lo stesso destino delle liceali di Picnic a Hanging Rock. Perdersi può essere una forma di estrema liberazione o viceversa di dannazione senza appigli. In entrambi i casi non c’è altra scelta.
(7.5/10)
Scheda: Islaja
Pubblicazione: 25 Dicembre 2007
File under: psych folk
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