Recensione
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Genere

psych

Data di uscita

Settembre 2006

Pubblicazione

15 Dicembre 2006

Valet

Blood Is Clean

Yarnlazer

Si chiama Honey Owens, ha già prestato la sua voce a gruppi come Nudge e Jakie O’ Motherfucker e con il compagno Adam Forkner, meglio noto come White Rainbow, manda avanti la piccola e casalinga label Yarnlazer. Questo, sotto lo pseudonimo di Valet, è il suo primo disco solista e trafigge subito il cuore e i sensi. Immaginate il televisore di Zabriskie Point che esplode; le divinità lucertola che salgono in cattedra; i tamburi ossessivi e cerimoniali che invocano Papa Legba; i terzi e quarti mondi di Jon Hassell; Lucy Sky e i diamanti; la passione di Peter Gabriel; le tormente di sabbia nel deserto della Namibia. Blood Is Clean è un disco che si alimenta di droghe, acido, Lsd, ottundimento dei sensi, sonni della ragione e vacanze premio verso il lato buio della Luna. Per quanto oltre si possa andare però questa musica sa sempre conservare una struttura e una forma, anche nei suoi momenti più astratti. Non si sta parlando qui dell’ennesima weid-psych-opera che si risolve in un’unica immensa improvvisazione da coltivatori d’oppio.

Se le tracce vocali ricordano a volte l’ugola fantasma di Grouper, la parte più importante del disco è deputata alle percussioni. Tribalismi instancabili, ossessivi, narcotici, che danno un tocco di inevitabile humus etnico, africano, primitivista e fanno ondeggiare le parti di chitarra ottenendo il suggestivo tocco onirico che serpeggia per tutto il disco. Valet dà l’impressione di giocare col fuoco conoscendone i segreti. Il senso della misura di questi brani è una miscela vincente di azzardo e naivetè.

Le armonie tantriche di April 6th, My Volcano o della stessa title track, tradiscono pochi precursori nel passato e ancor meno compagni di vedute nel contemporaneo. E’ probabilmente proprio da Fig. 5 dei Jackie O’ Motherfucker che non si ascoltava un disco di psichedelia contemporanea (per quanto questi due termini possano andare a braccetto…) così personle ed esaltante. Adesso bisogna attendere il traguardo del “difficile secondo album” , che a quanto pare non tarderà ad arrivare su Kranky nel 2007. Forse è arrivato il momento di mandare in pensione Bardo Pond, Ghost e Acid Mother Temple. Here and now and then and also lizard consciousness..............

(7.5/10)

Scheda: Valet

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2006)