Banalizzare la spinta centrifuga del rock per tradurne soltanto gli stereotipi più in uso. Questo è quello che fanno i Rhumornero con Umorismi neri, allestendo uno spettacolo dal finale già scritto in cui si recita un hard-rock scuro tutto riff granitici e lentezze marziali. Roba che neanche i Soundgarden meno acidi e più sfilacciati si azzardavano a proporre, per lo meno non con tale semplicistico slancio creativo. L'ambito di riferimento è una terra di mezzo tra la band di Chris Cornell e certi Negrita periodo Reset; anche se in realtà, l'idea che ci si fa a fine programma, è che il naturale sbocco per la band pisana sia un immaginario decisamente più convenzionale, tipo il palcoscenico di Sanremo rock(?). Per una formula che si accontenta di collezionare qualche arpeggio in distorsione e un pugno di fraseggi poco originali, facilonerie su tempi dispari e temi depressivi da piccola borghesia, senza oltrepassare gli steccati della buona creanza.
Certo, a cercar bene, qualcosa si salva: si parla comunque di musicisti preparati – in giro c'è decisamente di peggio –, capaci di tirar fuori un suono attraente, talvolta in grado di osare qualche incursione in territori elettrici urticanti. Ma si tratta di piccole parentesi, per un disco che vorrebbe tanto, ma non fa.
(5.0/10)
Scheda: RHumornero
Pubblicazione: 01 Febbraio 2009
File under: rock
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