Narcotici come il Lou Reed più indisponente, alla moda come un contraccettivo scaduto, essenziali ed efficaci come sa essere soltanto chi vede ancora le chitarre elettriche, il basso e la batteria al comando di quel vascello fantasma che è il rock contemporaneo, gli Oginoknaus tornano a quattro anni dell'omonimo esordio. E lo fanno impilando una sull'altra dieci tracce ruvide e ringhianti, pronte a consacrarne ancora una volta l'estro compositivo.
Nessun effetto speciale a foraggiare la meraviglia, nessun tono acceso a corroborare il bianco sporco e il nero pece dei suoni, nessuna facile concessione alla melodia: solo una guerriglia in piena regola portata avanti tra post-punk malato e spunti noise, assalti feroci e ossessioni in stile Ian Curtis. Dalle lacerazioni profonde che ne conseguono, esce un'opera immediatamente riconoscibile, dal fascino ambiguo, claustrofobica e disturbante nella sua monocorde uniformità, capace di cedere giusto un paio di parentesi – il sax in bilico tra Morphine e Gallon Drunk di Breakdance e l'accordian dell'ospite/produttore Rob Ellis di Rainbow Drive – a contributi strumentali altri. Per un suono lontano dal “pop” ma decisamente attraente.
(6.9/10)
Scheda: Oginoknaus
Pubblicazione: 01 Febbraio 2009
File under: post punk-new wave
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