Recensione
Nuclearcunt Oginoknaus
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post punk-new wave Voti redazione e staff

Oginoknaus

Nuclearcunt

Elevator

Narcotici come il Lou Reed più indisponente, alla moda come un contraccettivo scaduto, essenziali ed efficaci come sa essere soltanto chi vede ancora le chitarre elettriche, il basso e la batteria al comando di quel vascello fantasma che è il rock contemporaneo, gli Oginoknaus tornano a quattro anni dell'omonimo esordio. E lo fanno impilando una sull'altra dieci tracce ruvide e ringhianti, pronte a consacrarne ancora una volta l'estro compositivo.

Nessun effetto speciale a foraggiare la meraviglia, nessun tono acceso a corroborare il bianco sporco e il nero pece dei suoni, nessuna facile concessione alla melodia: solo una guerriglia in piena regola portata avanti tra post-punk malato e spunti noise, assalti feroci e ossessioni in stile Ian Curtis. Dalle lacerazioni profonde che ne conseguono, esce un'opera immediatamente riconoscibile, dal fascino ambiguo, claustrofobica e disturbante nella sua monocorde uniformità, capace di cedere giusto un paio di parentesi – il sax in bilico tra Morphine e Gallon Drunk di Breakdance e l'accordian dell'ospite/produttore Rob Ellis di Rainbow Drive – a contributi strumentali altri. Per un suono lontano dal “pop” ma decisamente attraente.

(6.9/10)

Scheda: Oginoknaus

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

File under: post punk-new wave

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2008)

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