Recensione
Bonjour My Love El Cijo
Cover image
folk-blues Voti redazione e staff

El Cijo

Bonjour My Love

Still Fizzy

Se non ti conoscono che quattro gatti e te ne esci con un disco d'esordio con sedici tracce in scaletta, o sei un giocatore d'azzardo o sei uno che crede che le “logiche di mercato” siano una delle ultime punk band al femminile scoperte da Pitchfork. Non ci sono mezze misure. In tempi in cui anche un Ep sembra troppo lungo, in un'era discografica logorroica e dispersiva come la nostra, spiattellare in un'ora di musica micro-frammenti da un minuto come divagazioni da sei sperando di farsi apprezzare da scribacchini perennemente in ritardo sulla tabella di marcia, equivale a puntarsi una rivoltella alla tempia. Basta un nonnulla per far partire il colpo.

Gli El Cijo ne sono consapevoli, dimostrano una fiducia incrollabile nelle loro capacità, fanno per un po' gli equilibristi sul filo ma alla fine se la cavano piuttosto bene, se è vero che questo Bonjour My Love non solo non è tempo perso, ma acchiappa pure. Con un tripudio di folk in bassa fedeltà (Blackbird Messenger), blues acustico (Every Woman), vaghezze jazz riconducibili al Tim Buckley più etereo (The Guy Of Yellow Grain), morbidi strumentali (Calamari in frack) che si fa apprezzare da subito, regalando nel contempo raffinate incursioni musicali in territori di confine. Ancona la città di provenienza della formazione, chitarre, contrabbasso, kazoo, piano elettrico, fiati e chissà cos'altro la strumentazione, Memphis (Tennessee) il quartier generale per queste registrazioni, per un disco che stupisce e non stanca, nemmeno alla lunga. Le idee, del resto, non mancano, il linguaggio è forbito, la maturità davvero a un passo.

(7.1/10)

Scheda: El Cijo

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

File under: folk-blues

| Archivio
Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2008)

Rss
copertina pdf #91