Recensione
Cover image
Genere

blues

Data di uscita

Novembre 2005

Pubblicazione

01 Dicembre 2005

Bachi Da Pietra

Tornare nella terra

Wallace Records

Musica strana quella dei Bachi da Pietra. Violenta seppur contenuta nei volumi, vibrante, sfocata. Un blues primordiale appena elettrificato e monocromatico, ossessivo e inesorabilmente lento. Titolari del progetto Bruno Dorella (Ronin, Ovo) e Giambeppe Succi (ex Madrigali Magri), a comporre geometrie artigianali focalizzate sulla batteria del primo e la chitarra del secondo.

Del resto non serve altro, dal momento che l’obiettivo è quello di veicolare una musica umorale e diretta, avvolgente ma minimale, strutturata su un cantato appena accennato e una chitarra che dal blues riprende attitudine più che grammatica: sei corde che rilasciano sprazzi di inquietudine – Solare – o che magari cedono ad un battere di rullante anoressico - Aprile D.C. – e ad atmosfere ipnotiche (Primavera del sangue). Nel magma reiterato di riffs e piatti si inerpicano i testi di Succi, poesie angoscianti e carnali che raccontano di esistenze fallite, illusioni svanite, vita e morte. Spaccati di un’etica della disperazione figlia del vivere quotidiano.

Tra i cattivi maestri del gruppo inevitabile citare l’ex Bad Seeds Hugo Race, profeta tutt’ora insuperato di certo blues ruvido ed oscuro, anche se ad alcune derive di impianto jazzistico dell’australiano i Bachi da Pietra sostituiscono un'immediatezza più accentuata.

(6.7/10)

| Archivio
Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2005)