Recensione
Youth Matisyahu
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hip-hop Voti redazione e staff

Matisyahu

Youth

Epic records

Gli Stati Uniti sono davvero la terra delle mille contraddizioni. In quale altro luogo potrebbero coesistere ed essere ugualmente presi sul serio pantomime viventi col pallino dell’eccesso e musici pop che si dichiarano portatori sani di principi morali da Vecchio Testamento? Come dire, tutto e il contrario di tutto.

L’eletto di turno, questa volta è Mattew Miller, in arte Matisyahu. 25 anni, ebreo ortodosso, vestito di tutto punto come religione comanda e pronto a dispensare, con l’aiuto dell’hip-hop e del reggae, catechismi in rima e lucide direttive alle giovani lost generations americane (ma non solo, viste le cospicue vendite di questo Youth).

Una “missione” che il Nostro pare aver intrapreso dopo la più classica delle gioventù bruciate, spesa tra droghe e dischi dei Grateful Dead – non sia mai! – e giunta al capolinea dopo una folgorazione “sulla via di Damasco” in seguito a un viaggio in Terra Santa. Folgorazione che non solo fa rinsavire il giovane, ma lo trasforma anche in un seguace della setta ultraconservatrice Lubavicher, con tanto di regole tutte particolari riguardo alla convivenza con l’altro sesso – sembra che il nostro non possa nemmeno stringere la mano alle reporter donne -, l’impossibilità ad esibirsi e utilizzare elettricità in determinati periodi dell’anno, norme sull’alimentazione.

E così, al grido di “Youth is the engine of the world”, Matisyahu porta in tour le vibrazioni “positive” di questo secondo episodio a suo nome, mescolando ritmi caraibici a testi tutt’altro che da parental advisory, innamoramenti etnici e inclinazione pop alla Youssou N’Dour, rap metropolitani e buonismo spicciolo, con la speranza di risvegliare le coscienze, rimettere in carreggiata le anime perse e, perché no, vendere una vagonata di dischi. Un affare milionario che il gigante Sony ha fiutato da un pezzo e sta promuovendo su scala mondiale.

Caso discografico dell’anno o ennesimo idolo pop plastificato costruito a tavolino? Doveroso quanto necessario interrogarsi. Noi optiamo per entrambe le ipotesi, con un occhio alla musica – piacevole, talvolta piuttosto interessante, ma lontana dall’apparire sconvolgente come qualcuno vorrebbe farla sembrare – e uno alla mitologia spiccia, da dare in pasto alle giovani Mtv-coscienze.

(6.0/10)

Scheda: Matisyahu

Pubblicazione: 01 Settembre 2006

File under: hip-hop

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