Recensione
Mousaka Maid
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jazz-core Voti redazione e staff

Maid

Mousaka

Anomolo

Sovrabbondanza di stimoli, schizzi sparsi di adrenalina, arrangiamenti stilizzati e toni debordanti, tamburi dal pulsare ossessivo, contaminazioni poco ortodosse, brani dall’intelaiatura robusta e l’irresistibile forza d’urto.

Il jazz-core dei Maid unisce gli ottoni di Cannonball Adderley al basso “slappato” dei Red Hot Chili Peppers, estetica urbana funk anni ’70  e overdrive di ultima generazione, in una proposta strumentale dall’ossatura ritmica briosa e i virtuosismi tecnici diffusi. Che ad essere chiamata in causa sia la chitarra di Wes Montgomery – Superciuk - o il punk – Coltanology -,  il funk – Capocollo -  o le strutture irregolari di Charles MingusIgnudo-  il risultato è sempre lo stesso: un procedere a zig zag tra stacchi improvvisi e sfuriate incontrollate che stupisce per omogeneità e si configura al tempo stesso come una sorta di testacoda musicale in balia dell’ispirazione.

Non crediate tuttavia di trovarvi davanti cinque sprovveduti vittime predestinate delle proprie varietà umorali. Qui si parla di musica fondata su una coscienziosa ricerca, una razionalità quadrata, capacità tecniche assodate, che ha, tra i tanti,  il non  trascurabile vantaggio di poter essere scaricata gratuitamente dal sito ufficiale dell’etichetta discografica.

(6.9/10)

Scheda: Maid

Pubblicazione: 01 Maggio 2006

File under: jazz-core

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2006)

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