A volte bastano poche parole, ma bisogna sapere come evocare un’immagine, come descrivere umori e stati d’animo. Richard Skelton butta giù di suo pugno alcune righe: “Un blues iridescente. Un fuoco lento di tarda estate si muove con la brezza e danza nel tramonto. Arpeggi irrequieti e ondulanti di corde il cui colore svanisce nel tessuto. Filamenti brillanti di chitarra acustica soffiano su campi carbonizzati di violino…”. E questo è Riftmusic. Ennesimo nome de plume dell’ultimo guerriero romantico d’Inghilterra. Richard se ne va per la campagna inglese alla ricerca di splendidi paradisi terrestri che sappiano entrare in risonanza con la sua chitarra e il suo spirito agitato. Inizia a fare musica e a regalare cdr attraverso la sua Sustaine Release, due anni fa, dopo la morte di sua moglie Louise. Da allora tutti i suoi dischi sono marchiati da amorevoli artwork che usano proprio i vecchi lavori di sua moglie. Non ci vuole l’analista per capire che questa è una terapia. Una splendida e magnifica terapia, che vuole usare i ricordi per fare il pieno di bellezza. Un po’ come respirare a pieni polmoni l’aria gelida del mattino e svuotarsi completamente. Riftmusic è così. Un’improvvisazione di chitarra di venti minuti buoni. Un torrenziale fiume in piena, che scalda le vene e trasforma le ferite in foto sfocate. E così è anche con il nome di A Broken Consort. La sua musica gioca con le note sostenute e ha le stesse qualità trascendenti del gagaku giapponese, solo… molto più irrequieto. Richard ha i suoi demoni da esorcizzare e A Broken Consort è un po’ il suo personale Sturm und Drang. “Accordion mists gathering in the early morning light...” direbbe lui. Qualcuno lo ha paragonato a Six Organs Of Admittance, ma quella di Skelton è una faccenda molto più personale, anche molto più britannica. Di fatto è l’ultimo dei combattenti psichedelici di Albione. Ci sono lui, John Clyde-Evans, Phil Todd, Ben Reynolds, Richard Youngs... Quella che negli anni ’80 e ’90 era la notte nera dell’esoterismo anglosassone di Current 93, Coil e Nurse With Wound, si è stemperata in una psichedelia folk raggiante di una luce romantica e passionale come un abbraccio tra due amanti. Ma la musica di Richard Skelton è ancora qualcosa di diverso. E’ come le sorrowful songs di Gorecki. Le parole di dolore non le canta però un soprano, ma un mantello di chitarre.
(8.0/10)
Scheda: Richard Skelton
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