Recensione
I’ll Follow You Oakley Hall
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folk indie Voti redazione e staff

Oakley Hall

I’ll Follow You

Merge

Tutto si può dire a questi Oakley Hall tranne che siano pigri o pantofolai. I’ll Follow Youè il quarto album in tre anni scarsi, con tanto di nuovo cambio di etichetta. La musica però resta sempre quella: di base è country-rock ma arriva a una forma di psichedelia vagamente southern con svisate folkish (First Frost) o grosse scariche di elettricità (Marine Life, Best Of Luck). Come dire l’incrocio perfetto tra Oneida e Johnny Cash, anche se a dire il vero del trio di Brooklyn in questo caso se ne sente poco, dato che a prevalere è una forma di Americana molto classica.

Le chitarre, due a volte anche tre, si intrecciano alla perfezione con le mai banali voci femminili di Rachel Cox e Claudia Mogel; l’organo di Pat Sullivan (il Papa Crazee di oneidiana memoria) è onnipresente così come la sua voce profonda rende perfettamente se messa al servizio di un canto di protesta come Free Radicals Lament. A volte, e qui emerge il lato più psichedelico del gruppo, le composizioni inducono a una specie di trance morbida e suadente come nella title track o nella sognante Take My Hands, We’re Free. Per quest’album sono stati fatti paragoni eclatanti, come se fosse una versione alt-country dei Velvet periodo Loaded, ma dopotutto non siamo così distanti dal vero. I’ll Follow You non aggiunge molto a ciò che sapevamo di questo sestetto, ma nel suo genere è pur sempre un bell’ascoltare.

(6.8/10)

Scheda: Oakley Hall

Pubblicazione: 01 Settembre 2007

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