La generazione glitch-pop dei primi anni duemila in certi territori si è poi tramutata in folktronica, ossia quel flirtare di bleeps e beat prodotti dal laptop di turno con una chitarra acustica e una voce melodiosa e rattristita quanto basta. Col senno di poi, viene da ridere a pensare che intere generazioni di geek musicali abbiano preso quel Give Up dei Postal Service totalmente come monito nonostante siano passati sei anni e di acqua sotto i ponti ne sia scorsa parecchia.
A scanso d’equivoci, essendo la formula del genere arrivata da tempo al ripetere se stessa nei modi e nell’espressione, l’unico arbitro della situazione è la compattezza della scrittura e la presenza di singoli episodi che facciano da traino all’intero disco.
James fa il suo lavoro con passione e colleziona un buon numero di canzoni riuscite (l’hit da dancefloor alternativo No Pins Allowed, la malinconia gocciolante di Left Handed Girl, la ballatona commovente This Sweet Love e la lezione Morr Music di No Surprise), eppure gli espedienti utilizzati sono spesso abusatissimi.
Un po’ Maximilian Hecker, un po’ Tunng, un po’ tanto Gibbard + Tamborello, senza troppo coraggio di andare oltre.
(6.1/10)
Scheda: James Yuill
Pubblicazione: 03 Febbraio 2009
File under: Folktronica
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