Formula che vince non si cambia. Zelo febbrile, brio sanguigno, una gaia scabrezza. Appeal adrenalinico tipo i primi R.E.M. in overdose d'elio o gli Housemartins in scorribanda queer. Il fraseggio infarcito di guizzi vaudeville e bacilli yodel. Un'ipercinetica parata di melodie dirette, scorrette, struggenti, con un refolo mesto per ogni sfacciataggine. E, diciamolo, un déja-vu in ogni guizzo: ma è un prezzo accettabile da pagare. Perché gli Hidden Cameras di Joel Gibb riescono nell’impresa di stupire ripetendosi. Grazie alla forza d'animo e alla freschezza, la convinzione con cui cavalcano la convenzione che si sono cuciti addosso.
Una formula che sembrava già del tutto esplorata, e invece no. Perché AWOO fa proprio questo, continua ad esplorare. Intrecciando reale e surreale in un impasto vorticoso. Forzando sistematicamente il baricentro del "posticcio poetico" tanto da ubriacarti prima ancora che ci pensi quel profluvio di bizzarrie puntute, aciderie e sculettamenti. Uno schema tattico ossessivo che prevede strofe trattenute e ritornelli innodici, micro-struttura musical a cui ben si adattano tanto gli up tempo a rotta di collo (Lollipop) quanto i burrascosi country soul (For Fun), tanto le frenesie vaudeville (la title track) quanto il pop più zuccherino (Heaven Turns To).
Il sempre particolare fraseggio di Gibb (un busker imbonitore, un teatrante clown, un tenero istrione), la tensione febbrile tra i componenti (chitarre, archi, clap-hands, vibrafonino...) e l'ambigua compresenza di beffa e mestizia, dissoluzione e struggimento, asprezza e sinuosità, collocano gli Hidden Cameras in una dimensione quantomai peculiare. Più remmiani dei R.E.M. nell'accorata delicatezza di Fee Fie, non troppo distanti dal piglio scacciapensieri di certi Beach Boys in She's Gone, velatamente sardonici al modo di certi quadretti reediani in Wandering, curiosamente art-punk e popadelici nella guizzante Heji, Gibb e compagni compiono il tour definitivo nel loro giardino di marzapane. Riuscendo convincenti, talora trascinanti e solo un pizzico ripetitivi. In futuro saranno necessari accorgimenti tattici, ma per ora è uno fisso.
(7.3/10)
Scheda: Hidden Cameras
Pubblicazione: 09 Settembre 2006
File under: pop rock
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