Pare che la ricerca infinita del perfetto album pop debba annoverare l’ennesimo tentativo, naturalmente a vuoto, operato stavolta dai canadesi Hidden Cameras, creatura policefala capitanata da tal Joel Gibb, ad onor del vero l’unico membro ufficiale del collettivo attorno a cui si raduna in ordine più o meno sparso una (apostolica) compagine di dodici elementi. Come nota a margine potremmo aggiungere la sbandierata omosessualità, cosa che se non altro trova (felice) riscontro nella frizzante sfacciataggine dei testi. Non si tratta del disco di debutto perché c’è già stato un Ecce Homo due anni fa, ma si trattava perlopiù di una raccolta di demo, vale a dire tanto l’entusiasmo, pochi i mezzi e fiore non sbocciato.
Nel caso presente invece i dieci petali si mettono in mostra trepidi e lussureggianti, sciorinando melodie disinvolte e bricconcelle, folk elettroacustici in fregola power pop, bucoliche escursioni di archi e tastiere, mirabilie frementi spiccate ai primi Rem e agli Smiths, voce da cantastorie con barbagli fifties, un pizzico di Beach Boys via Polyphonic Spree.
La sequenza iniziale è oggettivamente irresistibile: se l’iniziale Golden Streams pettina d’archi, grancasse e campanelli un’angelica lussuria, il singolo Ban Marriage sfila su un motorino cibernetico un’asprigna impertinenza per organo, cori e xilofono che sembra una jam etilica tra Belle & Sebastian, New Pornographers e Violent Femmes (!), mentre A Miracle e The Animals Of Prey smorzano l’eccitazione in un folk trepido che stringe in un abbraccio trentennale Zombies e Housemartins (così a spanna, eh…), identicamente a quanto fa la gioiosa fin dal titolo Smells Like Happiness in un crescendo irresistibile di pulsazioni sintetiche e sfarfallii elettroacustici.
Ma dicevamo dei polifonici, e qui ahimé casca l’asino, perché della comune di biancovestiti Gibbs e compari finiscono col riprodurre ahiloro il lato più deteriore, fidando in un mellifluo spennellare di cori fino allo sdilinquimento (Days Is Dawning), con la noia che fa capolino già al primo ascolto (Shame, Boys Of Melody), dissipando più che passabili intuizioni melodiche semplicemente immergendole qualche volta di troppo nell’infuso chiesastico-pastorale.
Va meglio nel finale, con la vibratile sovrapposizione di cori in Breathe On It come dei fratelli Wilson ad una festa di mormoni, e col mesto camerismo di The Man That I Am With My Man, qualcosa come i Left Banke a livello del suolo, poco prima di spegnere la luce su un consistente groppo alla gola, l’anima colma di dolceamara aspettativa.
Sarebbe finita qui, ma non posso esimermi dal riferire riguardo ai tre pezzi reperibili nel suddetto singolo Ban Marriage, davvero interessanti ancorché più grossolani, quasi al livello di home recordings, dalla ruggine efebica di Worms Cannot Swim Nor Can They Walk – già presente in Ecce Homo, sorta di country rock seriale abitato da sorprendenti scacciapensieri – all’inafferrabile mestizia di We Oh We, fino a quella Fear Of Zine Failure (e qui non possiamo non sentirci chiamati in causa) che coglie la quadratura di un cerchio gospel-folk-rock dalle venature acidule che rimanda neppure troppo stranamente alle epifanie acustiche di certi Husker Du.
Disco molto bello a metà, questo degli Hidden Cameras, che suggerisce potenzialità sì considerevoli che non vorremmo troppo legate alla presente congiunzione astrale. Dubbi e perplessità che si risolveranno solo con le prove successive, intanto abbiamo di che trastullarci, ben pronto il dito nei pressi del tasto skip.
(6.6/10)
Scheda: Hidden Cameras
Pubblicazione: 01 Giugno 2002
File under: pop
Abbonati al feed di Stefano Solventi
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









