Recensione
Living Bridge AA. VV.
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vari Voti redazione e staff

AA. VV.

Living Bridge

Rare Book Room

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Lavoro apripista per la neonata etichetta di Nicolas Vernhes, affiliata all'omonimo studio di registrazione, vero crocevia per i nomi di nicchia più interessanti della east coast (Fiery Furnaces, Deerhunter, Animal Collective, Black Dice, solo per citare i più noti), Living Bridge è una sorta di compendio delle band che hanno gravitato (o gravitano tutt'ora) nell'universo Rare Book Room. E ce n'è un po' per tutti: a partire dalla viscerale goliardia di Avey Tare, che fa il punto della situazione in area freak folk, in barba a chi aveva sottovalutato l’ ultimo disco del collettivo degli animali, fino ad arrivare ai principi poveri del pop shoegaze, Deerhunter e Telepathe, passando per le derive post- Louisville di Tara Jane ONeil e l’ intimismo vagamente scolastico di Lia Ices. Non mancano tocchi di giovanilismo, nella variante siouxsista (Palms) e in quella del noise rock più classico (Enon). Il tutto è  cucito insieme da Vernhes (che in alcune parti ha curato anche gli arrangiamenti) con sapienza e buon gusto. Unica pecca: da un certo punto in poi del secondo disco inizia a tirare una brutta aria, con gruppi da dimenticare al più presto (The Jewish, Kapow, John Wolfington). E’ ora di osare un po’ di più dalle parti di Brooklyn & co. Confidiamo.

 

(7.0/10)

Scheda: AA. VV.

Pubblicazione: 01 Gennaio 2009

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Francesca Marongiu
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