Forse i romani Elettronoir stanno un po' stretti in questa rubrica. Siccome però siamo convinti che l'autoproduzione non sia un ghetto bensì un fronte gravido di prospettive - a differenza delle sempre più imbalsamate uscite "ufficiali" - li ospitiamo senza indugio in We Are Demo, convinti di non fare loro un torto. Questo Non un passo indietro è la loro terza prova discografica, nella quale si conferma, delinea e intensifica il piglio da "anni ottanta consapevoli", ovvero una terza via d'autore tra il pop e la wave di stampo eighties senza scordare il prima e il dopo, cioè il canzonettismo di qualità, le fregole psych e le trame cibernetiche cosiddette "warpiane", impastando con aggraziata gravità - passatemi l'espressione - campionamenti e Rhodes, chitarre fuzz e sintetizzatori, Depeche Mode e Matia Bazar, New Order e Diaframma, Autechre e Cure, tenendo alta la barra delle liriche (nella title track c'è addirittura la voce recitante di Pasolini) al punto da proporsi quale contraltare accigliato dei Baustelle, rispetto ai quali eccedono forse in teatralità (sfiorando a tratti un senso di fastidioso artificio) però vincendo a mani basse la sfida delle voci femminili (sentite le evoluzioni à la Antonella Ruggiero di Georgia in Medea). Il tutto scaricabile gratuitamente dal loro sito. Fate voi.
(7.0/10)
Scheda: Elettronoir
Pubblicazione: 01 Gennaio 2009
File under: wave pop
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