Recensione
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Genere

avant rock

Data di uscita

Novembre 2008

Pubblicazione

01 Gennaio 2009

Youthmovies

Polyp EP

Blast First

All'inizio erano un duo di universitari oxfordiani dediti ad una sperimentazione piuttosto audace e senza troppi riguardi, la barra orientata ad un art-wave progressista, furibonda e cerebrale. Correva l'anno 2002 e un nome piuttosto eclatante come Youthmovie Soundtrack Strategies. Ben presto divennero un quintetto, che a forza di mini ed ep - come si suol dire - "di culto", è approdato al debutto su lunga distanza nel marzo 2008. Good Nature il titolo, per etichetta l'occhiuta Drowned in Sound, il nome compresso in Youthmovies, l'estro pur sempre imprendibile per quanto ricondotto a più miti - per quanto erratici - consigli. Dalle nostre parti, però, la visibilità è stata pressoché nulla.
Di loro ci accorgiamo oggi che ribattono il percorso di maturazione - ammesso che sia un maturare questo organizzarsi in trame più atmosferiche, la frenesia lasciata macerare tra umori in obliquo e angosce biancoenero - con il qui presente Polyp EP. Uno di quei frutti che ci piace cogliere dall'albero del post-rock, perché le radici non hanno smesso di succhiare linfa nuova e antica, informandosi ad un folk-pop febbrile capace di svisare senza preavviso verso minimalismi elettronici, vampe brass, reiterazioni para-psych e ipnosi funky-soul.
I quasi otto minuti dell'iniziale Magic Diamond, col loro aggirarsi trepido e stranito tra ugge country, brume cinematiche e minimalismi bandistici, sembra uscire dalla cantina mistica di un Jim O'Rourke in trip Califone, così come Become An Island ostenta vestigia da apocalittico found sounds che rimanda ai primi GY!BE, salvo poi svoltare verso sperse lande gospel quasi TV On The Radio. E cosa dire della title track che potrebbe passare per il nastro perduto della jam tra Smiths e Men At Work remixato da Patrick Wolf (!)?. Se il remix di Magdalen Bridge - che di Good Nature era l'eterea opening track - ammicca gli struggimenti cibernetici dei Depeche Mode, non possiamo tacere altresì di una Thazn dalle inquiete movenze folk, chitarra acustica, nuances di tromba, la furia che cova sul punto di esplodere come uno spasmo Neutralk Milk Hotel.   
Lo diresti insomma un combo ancora in cerca di stabilizzazione, sconcertante la versatilità e l'impeto espressivo. Regala vibrazioni tenere e misteriose come una creaturina inesorabile. Quel che si dice un momento aureo.

(7.6/10)

Scheda: Youthmovies

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2008)