Recensione
The Secret Machines Secret Machines (The)
Cover image
art wave pop Voti redazione e staff

Secret Machines (The)

The Secret Machines

TSM Recordings

Bookmark and Share Gallery

Ricominciano dal terzo album, i The Secret Machines. Un lavoro omonimo e non certo a caso, perché torna sul luogo dei primi formidabili delitti col piglio fiero di chi vuole dimostrare d'averne ancora, malgrado di promesse ne abbiano dilapidate parecchie nel volgere di due dischi. Tanto che, a dire il vero, il sottoscritto non ci credeva più. Evidentemente c'era bisogno di un taglio drastico come l'abbandono del chitarrista e co-fondatore Benjamin Curtis, che ha preferito dedicarsi in toto al proprio progetto School of Seven Bells, lasciando così il fratello Brandon al timone (e alle voci, al basso, alle tastiere) del trio. Confermato quindi Josh Garza ai tamburi e affidate le sei corde a Phil Karnats - già assieme a Benjamin nei Tripping Daisy, vale a dire i Polyphonic Spree in nuce - questa nuova release della band che ad inizio millennio sembrò l'act più eccitante della Grande Mela ritrova parte dell'antica ispirazione, senza con ciò evitare del tutto la trappola dell'autoindulgenza che gambizzò il precedente Ten Silver Drops.
E' il caso soprattutto della didascalica Now You're Gone, con quella melodia assieme caramellosa e insipida. Altrove però è tutto un barcamenarsi febbrile tra art-wave marziale e visionaria un po' Stranglers e un po' Wire (Underneath the Concrete, Last Believer, Drop Dead), spurghi crimsoniani tra rush anfetaminici Roger Waters (Have I Run Out, The Fire Is Waiting), erratiche ebbrezze Waterboys (I Never Thought To Ask) e solenne gravità che impasta gli ultimi Pink Floyd coi Black Heart Procession (The Walls Are Starting To Crack). Insomma, torna a fare capolino quella baldanza avventata ed estrosa, col suo carico di artifici intriganti e shock sonici, al limite e spesso al di là del sovraccarico estetico, ed è tutto sommato un bel sentire, un'intrigante anomalia condannata a tenere alta la fiamma per non perdere il punto di fusione e raggrumarsi improbabile.
Se la lezione di questo disco non verrà disattesa, per i The Secret Machines torneranno a schiudersi prospettive interessanti.

(7.1/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2009

File under: art wave pop

| Archivio
Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2008)

Rss
copertina pdf #91