Recensione
Vacilando Territory Blues J. Tillman
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folk, songwriting Voti redazione e staff

J. Tillman

Vacilando Territory Blues

Bella Union

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Fra i vari benefici dell’ampio successo della band di provenienza, Jason Tillman dei Fleet Foxes può dedicarsi con maggiore soddisfazione al suo progetto solista, in realtà avviato già da qualche anno a colpi di cd-r più o meno carbonari e più o meno lo-fi. Oltre che di un’esposizione privilegiata, Vacilando Territory Bluesgode anzitutto di una produzione curata ed attenta che mette in luce le sue qualità di songwriter (quelle di batterista e vocalist le conosciamo già); siamo, naturalmente, dalle parti del cantautorato folk u.s. (quello ai bordi, che va da Neil Young a Will Oldhamfino al Beck acustico), che sa giocare in egual misura con minimalismo e classicità. E, inevitabilmente, Tillman condivide con il gruppo madre immaginario ed ispirazioni (nell’uso delle voci, poi, i punti di contatto abbondano), distaccandosene nel momento in cui privilegia suoni e atmosfere monodimensionali, giungendo ad esiti forse più ordinari ma nient’affatto trascurabili.

In altre parole, della magia del disco omonimo delle Volpi c’è una consistente eco (i cori fantasmatici di All You See e First Born, il country pop velato di Beach Boysdi Steel On Steel, i sentori The Band di Laborless Island), mentre per il resto c’è semplicemente da gustarsi la bellezza di certi arrangiamenti e melodie, anche in solitaria (Vessels), all’insegna della varietà stilistica di un M Ward o di un Mr. E. Magari il genio non abita da queste parti, ma ce n’è a sufficienza per un album di genere più che godibile. Vento a favore o meno.

(7.1/10)

Scheda: J. Tillman

Pubblicazione: 12 Gennaio 2009

File under: folk, songwriting

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