Milonga del angel
Tre giovani jazzisti più uno, sassofoni, fisarmonica, pianoforte e - dove è il caso - tablas, alle prese con un repertorio di samba e tanghi perlopiù, classici di Piazzolla, Gismonti, Nazareth e Pascoal accanto ad azzardi Chick Corea e un brano – ebbene sì - originale. Ecco più o meno la ricetta per dei perfetti tumulti da camera secondo Mario Marzi, Simone Zanchini e Paolo Zannini, col non piccolo aiuto di Matteo Scaioli (quello delle tablas).
Uno zampillio di meditazioni vivide, un crogiolo ipercinetico e accorato, con la triangolazione perfettamente riuscita tra i virtuosismi di fisarmonica, l'incalzante puntiglio del piano e gli arguti ricami del sax. Quali testimoni del ventaglio espressivo valgano a titolo di esempio la formidabile impertinenza di Cavaquinho, la vaporosa malinconia di Palhaço e soprattutto una Song Nr 4 capace di impastare suggestioni cinematiche ed ostinati ipnotici non troppo lontano dai contemporanei turbamenti del freak folk.
Il climax coincide - ovviamente? - con le composizioni di Piazzolla, merito sì di pezzi ultramondani come Oblivion e Libertango, ma i tre ci mettono indubbiamente del loro giostrandosela con sbrigliatezza e misurata gravità. Sentire per credere la grazia commovente che riescono ad imbastire nella stupenda title track.
(7.2/10)
Pubblicazione: 01 Gennaio 2008