Recensione
The Night Hawk Blue Sabbath Black Fiji
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krautindustrialnoise Voti redazione e staff

Blue Sabbath Black Fiji

The Night Hawk

Dokuro Records

Via il contesto. Via le connotazioni. Astrazione che astrae solo dalle cose più ovvie.

Si potrebbe scrivere in cinque minuti una recensione che parli di The Night Hawk a partire dalla sua apparenza. Esce per la Dokuro Records, uguale nicchia; il formato è la cassetta, e non basta un libro di Thurstone Moore per sdoganare dal cerchio ristretto e dall’immediato rispettare di ciò che questo vetusto formato impone.

A me interessa più dire invece che questo disco dei Black Sabbath Blue Fiji è un pasto grasso, che cola percussività violenta e meccanicamente putrida di adipe. E, evviva le sintesi disgiuntive, tutto ciò è leccornia raffinatissima – e se volete un esempio, sentite il modo in cui si incespica il riff lento ma compulsivo di Summer Vibe. Siamo in presenza di un noise che può parlare coi krautrocker, coi fanatici del weird-tribalismo, con chi vuole disturbi e chi ritmo punto; chi vuole la ripetizione e chi la destrutturazione.

Il solito bad trip che entusiasma chi si concentra e scalda le meningi davanti alle proprie casse. Fuori dal contesto, dall’elezione dei pochi fortunati che hanno contatto con un’uscita come questa, preme dare visibilità a un disco che per chi scrive è entrato molto in alto nella classifica 2008.

(7.5/10)

Pubblicazione: 31 Dicembre 2008

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