Recensione
White Fields And Open Devices Vessels
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post-rock Voti redazione e staff

Vessels

White Fields And Open Devices

Cuckundoo Records

Questi tedeschi a momenti ci gabbavano. Se ne partono con un qualcosa di stuzzicante, in epoca di rarefazione completa nei confronti della tradizione del post-rock. Questo disco, White Fields And Open Devices, infatti, fa sostanzialmente due cose; da un lato sembra sposare alcune tecniche del math rock al post-rock di scuola più europea; dall’altro sembra affiliarsi senza il minimo dubbio al post rock tragicamente post-mogwaiano.

Come è possibile la compresenza delle due anime? Gli esempi sono lì pronti da ascoltare. Altered Beast è ciò che chiameremmo proprio cross-over tra il rock matematico americano della seconda metà degli anni Novanta e il post-rock emozionale e melodico. L’orecchio si incuriosisce e inizia a fare ipotesi e proiettare speranze. Si sentono gli incastri volubili e giocosi dei tardi Don Caballero e Storm ‘n’ Stress alternarsi con il suono di Glasgow, il che lascia subito – siamo a inizio disco – pensare a molti altri sviluppi in questo senso, almeno in numero sufficiente a confezionare un buon disco. E invece l’unica altra compagna di questa tentata avventura è An Idle Brain And The Devil’s Workshop, dove compare persino un po’ di calore metal. Il resto ci fa capire che siamo semplicemente in presenza di colpi di coda del post-rock, specie di quello post-mogwaiano, mentre il math si tramuta con maggiore convinzione in una chimera di ibridazione, in un’illusione che può al massimo permeare di sé tutte le tracce con un appena percepito ratto distintivo; cioè la batteria continua, come non raramente accade. Bontà dei Vessels vuole che accanto a questo ci sia un altro trait d’union, ovvero le voci struggenti e una durata che sembra non permettere pause – anche davvero fragorose – all’ascoltatore.

Come dire, alla perplessità si unisce l’eccessiva lunghezza; più che annoiati ci troviamo costretti a far valere un nostro pensiero, e a non perdonare ai Vessel il mezzo passo in avanti, che probabilmente per loro è spedito, ma per noi fatto, alla luce delle potenzialità, in una direzione sbagliata.

(5.5/10)

Scheda: Vessels

Pubblicazione: 01 Dicembre 2008

File under: post-rock

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