Recensione
Headworms Uzi & Ari
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glitch folk pop Voti redazione e staff

Uzi & Ari

Headworms

Own Records

Radiohead, Thom Yorke. Queste le coordinate sulle quali il californiano Ben Shepard muove la sua eterea e boreale creatura Uzi & Ari. E Headworms, il suo terzo album, non ne rappresenta certo un eccezione, anzi. Missoula, la canzone apripista, ne è subito palese conferma: non è solo la somiglianza vocale col genietto inglese a evocare quella “testa formato radio”, ma stavolta anche e soprattutto lo svilupparsi musicale. Ci sono stacchi e cambi di tempo quasi asfissianti e ripetitivi in puro Kid A stile. Rispetto al passato, infatti, i ritmi sono più incalzanti. Niente di troppo movimentato, ovviamente. L’atmosfera è sempre sommessa e nostalgica, ma è come se ora gli Uzi & Ari si divertissero a danzare elettronici ma delicati su quella coltre di neve che piano, chitarra, fiati ed archi, con il loro lento incedere, stratificano morbidamente.

Alto e impeccabile è il livello emozionale raggiunto da Headworms. La struggente digitalizzazione di Wolf Eggs, la luccicante scia strumentale che la title track lascia sospesa come una cometa in un cielo bianco oltremodo e le sentite e le sofferte ballad anti-gravità come Papercuts e Patron Saints scongiurano il rischio di qualsiasi deriva indietronico-manieristica. Anche se i Nostri sono indubbiamente debitori verso i geni (appunto) di Amnesiac, c’è di che perdonargli quando il risultato è un album estremamente toccante e suggestivo come questo.

(7.0/10)

Scheda: Uzi & Ari

Pubblicazione: 01 Dicembre 2008

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Andrea Provinciali
Andrea Provinciali (Album 2008)

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