Il notturno, forma tanto cara al XIX secolo, da Mozart passando per Chopin, Fauré, per finire al più attuale Satie, si attualizza nella contemporaneità dell’ensemble francese Les Fragments de la nuit. Formazione nata nel 2005 per iniziativa Michel Villar (piano) e di Ombeline Chardes (violino) - giovani compositori di colonne sonore - che, a fronte della riuscita messa in scena del loro repertorio musicale (di corti e film), pubblica l'esordio discografico con l’Equilibrium Music nella nuova formazione a cinque elementi.
Progetto in sedici tracce, Musique Du Crepuscule elabora partiture che catturano tonalità effimere, spogliandosi dei classici orpelli romantici, negandosi la struggente purezza di una serenata per iconizzarsi tra micro variazioni, minimal-ripetitivismi ed essenzialità costruttive. Riconoscibili e riconducibili forme stilistiche tra Reich e Glass, Riley ed Part, che da chiavi di lettura diventano fluenze: quella del quintetto è una scrittura creativa che si allontana dalla citazione d’autore per dedicarsi alla pura analisi del contesto, il crepuscolo. Crepuscolo dalla mutevole dialettica di fondo e d’elementi, dall’incantata ouverture (Eveil des Fées)che trama densità sottili tra le anime incise di violini e voci fantasma, per poi immortalare estasiate danze magiche nelle viscerali rotondità di un violoncello (La Ronde Des Fées). Si tessono drammi a mezz’aria nei loop di pianoforte e vorticose turbolenze d’archi di Entre Ciel et Fer per poi dispensare esperienze tra sfarzosi monologhi (Devenons Demain II) e gli iconoclasti bozzetti concreti(Solitude) che vestono con solennità le taglienti linee in vibrato di un violino (Solarisation). Trame che sfuggono a comporre in chiave noir paesaggi immaginati (Soleils Noirs pour Lune Blanche, Le Château Enchanté) o mitologiche forme animali (Le Scarabée Bleu) che dolcemente congedano il mondo dei sogni per lasciare spazio al gorgogliante battere in tasti di un pianoforte tanto leggiadro (Les Eaux Dormantes) quanto incerto (Alpha du Centaure).
Sarà per la pioggia sottile di queste innumerevoli tracce che non perdono consistenza ma acquistano fluidità in quaranta minuti o poco più di musica del crepuscolo. O forse no. Qualunque cosa sia, quale miglior modo per cogliere queste prime ore della sera a cui, siamo certi, guarderemo con occhio diverso.
(7.0/10)
Scheda: Les Fragments de la Nuit
Pubblicazione: 01 Dicembre 2008
File under: classica-contemporanea
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