Recensione
Repercussions Distance (UK)
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dubstep decadence Voti redazione e staff

Distance (UK)

Repercussions

Planet Mu Records

Uno che è finito sul Dubstep Warz di Marie Anne Hobbs, uno che con il precedente My Demons ha vinto il Dubstep Forum Award per il 2007 dovrebbe stupire. Invece con questo suo secondo full lenght, il londinese Greg Sanders se ne esce con un disco pieno di cliché, confermando la deriva ormai commerciale del dubstep. Se i cosiddetti ‘artisti’ spuntano fuori come funghi, la verve iniziale piena di punkness e di voglia di stupire con suoni nuovi che osa(va)no (vedi Burial) sembra si stia abbassando esponenzialmente verso un appiattimento tutt’altro che ricco di novità. I bassi pompati di Magnesium li abbiamo già sentiti in decine di compilation, i suoni acidi di Free Me e le voci dall’oltretomba di Free Me non sono paragonabili con i brividi di Benga, le bordate acide di Koncrete non destabilizzano più nessuno. Sarà che ormai abbiamo l’orecchio allenato, sarà che la competizione è sempre più sfrenata, ma questo Repercussions non ci trasmette nessuna ‘bad vibration’. Avanti il prossimo.

(Il secondo disco, per onor di cronaca, contiene tutte le tracce di Distance uscite su Chestplate, la label dello stesso Sanders.)

(4.5/10)

Scheda: Distance (UK)

Pubblicazione: 01 Dicembre 2008

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2008)

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