Al primo ascolto il nuovo disco di Xela si propone come un prodotto ostico ed il rischio di annetterlo e connetterlo a quella pletora di materiali superflui in area ambient drones è forte. Ma, superato lo scoglio iniziale, In Bocca Al Lupo seduce a un livello più profondo, divenendo la colonna sonora di una pellicola in cui, superata la grata verrocchiana di Citizen Kane, si è traghettati in una landa sconfinata di gelo e terrore giappo-disneyano. E ciò non spiace affatto. L’illustrazione di Matthew Woodson, in tal senso, è eloquente: l’ epilogo di una fuga in cui il male addenta da tutte le parti e lascia a terra, inerti e moribondi. Lavoro di più ampio respiro rispetto a The Dead Sea, In Bocca Al Lupo rivela la propria magniloquenza nei venti minuti della traccia finale, Beatae Immortalitatis, dove alla batteria troviamo Jed Bindeman, già partecipe dello split Xela/MGR, uscito all’ inizio del 2008. Richiami alla cristianità gotica (le campane in Deo Salutari Meo), ispirati o forse solo rafforzati da un viaggio per l’ Italia e la Spagna in giro per cattedrali, basiliche e vecchie chiese, consacrano un giudizio che concede pochi dubbi: il boss di casa Type è uno dei più ispirati creatori di motion picture per cortometraggi immaginari degli ultimi anni. Non ci credete? Aspettatevi il capolavoro, intanto…
(6.9/10)
Scheda: Xela
Pubblicazione: 31 Dicembre 2008
File under: ambient horror drones
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