Recensione
We Could for hours Fabio Orsi, Valerio Cosi
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Elettroacustica, ambient, drone Voti redazione e staff

Fabio Orsi, Valerio Cosi

We Could for hours

A Silent Place

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Primo tomo di una trilogia “pugliese” che il duo Orsi-Cosi ha in progetto di realizzare, We Could For Hours è un viaggio astrale tra le reminiscenze di ciò che permane di una tradizione in cui la memoria ha ceduto solo parzialmente alle tentazioni dell’oblio. Il tutto è filtrato dalla sensibilità porosa dell’estetica orsiana, permeabile alle influenze dell’environment in maniera concreta (field recordings) e non (nel momento in cui la storia e la geografia divengono categorie dello spirito). I saxoloop di Valerio Cosi concorrono ad alimentare l’aspetto sciamanico della questione, supportati dall’uso di synth, chitarra elettrica, arpa, in una scia elettroacustica ordinata e coerente.

E allora non stupisca se queste quattro tracce da una media di dieci minuti ciascuna riescono ad esprimere la secolare tensione tra amore e violenza in cui si specchiano le contraddizioni dell’Italia meridionale, e se sotto calotte di bordoni ed eruzioni elettroniche preme quel magma di ataviche passioni ormai esplorate e metabolizzate dagli stessi Orsi e Cosi. La celebrazione del divenire al suo grado zero, che è l’essenza stessa dell’ambient drone, qui diviene materia resistenziale, contro una visione monolitica e volgare di una cultura ancorata al passato molto più di altre. E nelle sue pieghe ritroviamo un caustico e vibrante riflesso del lavoro intrapreso da Carpitella alla fine degli anni Cinquanta: là la ricerca, qui l’arte.

(7.7/10)

Pubblicazione: 01 Dicembre 2008

File under: Elettroacustica, ambient, drone

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Francesca Marongiu (Album 2008)

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