A volte ritornano. Colpa di certi paradossali percorsi del cuore, che beffardamente giocano a sembrare dentro e fuori i loro tempi. Boh. Fatto sta che all'epoca in cui i Proiettili Buoni misero in canna - ehm... - propositi, idee e intenzioni, non tutte le cose erano destinate ad incastrarsi a dovere. Ragion per cui i bossoli rimasero nel caricatore, in attesa di. Otto anni dopo, invece, questi quattro più o meno quarantenni – Marco Parente, Paolo Benvegnù, Andrea Franchi e Gionni Dall’Orto - hanno trovato motivi, baldanza e impudenza sufficienti a schiacciare una buona volta il grilletto. Ne è uscito un tour parecchio riuscito a cavallo tra 2007 e 2008, di cui il qui presente disco - registrato in presa diretta - è inevitabile conseguenza.
Paradossi, dicevamo. Già, perché questo emo-indie corrusco, percorso di tremori poetici che scuotono le fondamenta cantautoriali con l'energia acre del brit alternativo (da qualche parte tra i tardi Cure e i Radiohead di mezzo) masticando a crudo inquietudini e visioni, suona senz'altro meno letale e necessario oggi di quanto non dovesse allora. La spiegazione dell'arcano andrebbe cercata nel privato se non addirittura nell'intimo degli autori, piuttosto che nelle istanze del bel mondo del rock'n'roll. Probabile in ogni caso che quella ben percepibile foga sia figlia del bisogno di snocciolare nostalgie ipotetiche e senza rimpianto vivaddio, di ordire l'ucronia giocosa che chiude il conto con potenzialità che non meritavano di restare inesplose, spedendo la pensosità problematica di Benvegnù e (soprattutto) Parente tra scenografie ferocemente obsolete.
Ed eccoci quindi finalmente al cospetto dei febbrili languori (Il deserto cammina, Karma parenti), di tensioni spigolose (Colori addosso), di struggenti gridi d'allarme (Fermo immagine, la title track). Ecco tra le pieghe del tempo rigurgitare abbozzi e variazioni sul tema, come quelli di Farfalla pensante (curiosamente denominati Ragazza 1 e Ragazza 2).
Sia quel che sia, il sound è compatto e viscerale, quadratura stringente in cui il basso di Dall'Orto e la batteria di Franchi sono interpreti tutt'altro che secondari. Un disco che esorcizza qualche fantasma, divertendo(si).
(7.0/10)
Scheda: Proiettili Buoni
Pubblicazione: 01 Dicembre 2008
File under: rock autoriale
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