Recensione
Tail Swallower And Dove These Arms Are Snakes
Cover image
math-core-rock Voti redazione e staff

These Arms Are Snakes

Tail Swallower And Dove

Suicide Squeeze Records

Gli ep This Is Meant To Hurt You e Like A Virgin (Hydrahead), nonché i due precedenti full length -Oxeneers Or The Lion Sleeps When Its Antilope Go Home e Easter - avevano già detto tutto di questa band, discograficamente attiva da almeno un quinquennio.

La novità saliente, per i 4 di Seattle, sta forse più nel cambio di etichetta (hanno abbandonato la Jade Tree) che in quello di suono. Un suono che Brian Cook, Chris Common, Ryan Frederikson e Steve Snere coltivano all'ombra di grandi vecchi del post hardcore dei Nineties. Quelli che ebbero capo ai Drive Like Jehu, in primis, o anche a esperienze ad essi correlate (Pitchfork e Night Soil Man). Una sottile vena psichedelica si insinua, a tratti, nelle riflessioni - agite con maestria e volumetria dei suoni (accuratamente drammatizzati, evocativi, teatrali) - cantate dai nostri. Lead Beater, per dirne una, che recitando i versi 'my nerves shake half exposing', offre della band una paradigmatica e sintetica descrizione musicale. Nonché indiretta dichiarazione di intenti. Prendere l'ascoltatore per mano, condurlo attraverso divaganti e vaporose esposizioni en plain air, per poi tramutarne lo stupore in sgomento (quello vissuto da testi criptici e visionari, mediante dilatazioni armoniche improvvise) è cosa di cui questo pugno di componimenti è capacissima.

Ed è quel che puntualmente accade in Ethric Double, che neanche si addentra nei passati del San Diego sound della band, per uncinarne invece gli scarti esecutivi prog (in senso lato) ad una maglia emotivamente stritolante (di suoni ed immagini visive), cui fa da corredo un piglio lisergico soffuso ed angolare assieme. They write the songs and you sing the passages at night, recita una song. Perfetta metafora per la posologia di un suono vecchio-nuovo quale quello dei These Arms Are Snakes.

(7.0/10)

Pubblicazione: 01 Ottobre 2008

File under: math-core-rock

| Archivio
Massimo Padalino
Massimo Padalino (Album 2008)

copertina pdf #91